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LE CELEBRAZIONI DELLA SETTIMANA SANTA

CROCIFISSO1

 

LA SETTIMANA SANTA

 

Le celebrazioni della settimana santa  ( VEDI ALLA FINE DEL TESTO) hanno un solo scopo: quello d'introdurci maggiormente nella nostra vocazione di figli di Dio partecipando alla croce e alla risurrezione di Cristo. Prepararsi alla settimana santa, è preparare il proprio cuore a ricevere il mistero di Dio. La Chiesa stabilisce tre giorni per meditare sulla passione e sulla gloria di Cristo, perché il cuore della sua vita è là. Tutto è dato in questo mistero: il passato e l’avvenire sono nel presente di Dio. Si tratta per noi di essere sacramentalmente contemporanei della passione di Cristo. Noi siamo presi in questo mistero nel quale Cristo entra liberamente. Il nostro atteggia mento principale deve essere un ascolto attivo perché molto consapevole, molto lucido e molto disponibile. Attraverso tutto il mistero celebrato, Dio si fa più vicino che mai; nondimeno, attraverso l'interiorità della sua presenza, ci sarà dato il senso della trascendenza. Il volto di Dio si svela come un volto pieno di pietà, di compassione, di apertura a tutti gli uomini. Il mattino della risurrezione, Dio si rivela come colui che ha trasformato il mondo per sempre, che aspetta il dono della nostra libertà per una cooperazione fruttuosa che manifesti la sua gloria. Poiché Cristo è morto per tutti gli uomini, noi dobbiamo vivere il mistero pasquale per tutti gli uomini. La liturgia è un dono di Dio affinché noi ci doniamo a lui. Noi riceviamo i doni del Signore, il più grande è quello dell'eucaristia.                                                                                                            

 Dobbiamo seguire il cammino di Cristo, vale a dire entrare nel suo movimento mediante il quale egli rende grazie al Padre suo e si dona interamente a noi. Il volto di Dio traspare in questo mistero che è veramente la chiave di tutta la Scrittura che si realizza. Per accogliere questo mistero, bisogna chiedere allo Spirito Santo che metta nei nostri cuori il dono di sapienza e il dono d’intelligenza. San Paolo lo chiede incessantemente per i propri discepoli.                                                                                                                                              

 Il dono di sapienza ci pennette di vedere tutto nel mistero di Dio e di riprendere tutto in questo stesso mistero. Non lasciamoci dunque impressionare dalle cose esteriori e di conseguenza potremo conservare la nostra libertà interiore come Cristo conserva la sua libertà entrando nella sua passione. Dobbiamo essere docili a Cristo lasciando che ci conduca attraverso le strade che egli vuole, là dove vuole, come egli vuole. Ringraziamo la Chiesa di averci dato una tale liturgia che è un dono di Dio al quale dobbiamo rispondere con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutta la nostra mente, con tutte le nostre forze.

Se potete, certi testi della Scrittura devono essere letti prima di accostarci ai giorni santi.                              

 - La lettera agli Ebrei. Sarà commentata instancabilmente, sia per presentarci Cristo, sia per esortarci a perseverare nella fede. Il Signore ci ha parlato una volta per tutte e si è offerto per noi una volta per tutte.                                                                                          

 Il vangelo di Giovanni. La sua lettura, che viene fatta nella liturgia lungo tutta la Quaresima, sarà ripresa il venerdì santo con una magnificenza e una sobrietà stupende.                                                                            

 - I quattro carmi del Servo si trovano nel profeta Isaia a partire dal capitolo 42 fino al capitolo 53. Essi sono come un riassunto di tutto l’Antico Testamento e hanno un posto straordinario nella vita della Chiesa. Cristo stesso si presenta come il Servo sofferente e la Chiesa lo riconosce sotto i tratti di questo Servo. È questo il cuore della parola di Dio: tutte le profezie trovano qui il loro compimento fondamentale. Questo testo ci parla di Cristo: egli è personalmente colui che raduna gli uomini e, essendo tutti gli uomini, quello che avviene in lui deve avvenire nelle sue membra.                                                                 

Questi testi ci presentano la pienezza del senso che la Chiesa pone al centro della liturgia, il venerdì santo, perché vi è espresso tutto il mistero di Cristo: “[Egli] offre la sua vita in sacrificio di espiazione... ha offerto se stesso alla morte... portò il peccato di molti» (cfr. Is 53,10-12).