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ASCENSIONE

ascensione giotto"Siamo al coronamento di quanto è stato proposto nelle precedenti domeniche del tempo pasquale: il segno inconfondibile della presenza del Signore risorto è l’amore.

Il Vangelo di Giovanni non ha dubbi: l’amore è da Dio e l’uomo non può pretendere di esserne la causa itinerante o la misura.

Il nostro mondo costruito sugli schemi, talvolta persino arroganti, dell’amore a misura di uomo, si manifesta sempre più intollerante, prepotente, sanguinario. Esso cerca sempre dovunque capri espiatori. È un mondo che non perdona e non conosce più la gratuità. “Rimanere nel suo amore” è sentire l’innesto profondo della nostra vita nella vita di Dio e sentire la responsabilità, la gioia, la tensione vitale di rimanere fedeli a tutte le parole di Cristo.

Il Signore Gesù fu assunto in cielo (Ascensione).

Nel segno della ascensione i discepoli vengono mandati in missione. Cristo è innalzato al cielo e i credenti sono mandati ai quattro angoli della terra, avendo nel cuore la sua presenza, sulla bocca la sua parola e nelle mani suoi gesti.

Unico compito: renderlo presente ora che non lo è più fisicamente. Inizia il tempo della Chiesa, di uomini e donne che non hanno né oro né argento, non hanno potere, prestigio, ma soltanto la fede che la presenza del Signore ha squarciato i cieli ed è divenuta cosmica e intima.

Quando verrà lo Spirito di verità, vi guiderà alla verità tutta intera (Pentecoste). Il compimento della Pasqua è il dono dello spirito."

tratto da
Appunti di Viaggio 
Una comunità in cammino

di don Alfredo Jacopozzi