Menu
A+ A A-
Deprecated: Non-static method JSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/un8l0w8c/domains/ognissantisanbarnaba.it/public_html/2/templates/gk_news/lib/framework/helper.layout.php on line 181 Deprecated: Non-static method JApplication::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /home/un8l0w8c/domains/ognissantisanbarnaba.it/public_html/2/includes/application.php on line 536

OGNUNO IN CAMMINO CON I PROPRI TEMPI PER ARRIVARE A CRISTO

pietro giovannida "la Cittadella" di Tiziana Bacchi

Il Vangelo di Giovanni della domenica di Pasqua ci presenta i primi passi dei discepoli e delle discepole di Gesù dopo la sua morte.

Siamo all’inizio del cammino che porta, dalla scoperta del sepolcro vuoto al riconoscimento della risurrezione.

Chi dà inizio a questo cammino è Maddalena, che sembra non rinunciare alla sequela, anche se Gesù è morto. Il mattino dopo il sabato, quando c’è ancora buio, s’incammina per andare al sepolcro, che trova spalancato e vuoto. Buio e vuoto occupano la scena, come l’animo dei discepoli, che già dalla prima ora avevano abbandonato tutto e tutti. Ora ricompaiono improvvisamente e si rimettono in cammino.

 

Maddalena, infatti, corre dal discepolo che aveva rinnegato Gesù e dal discepolo che era stato con lei davanti alla croce.

Chi aveva avuto paura e chi aveva avuto cuore ora corrono al sepolcro. Uno arriva prima dell’altro, ma si ferma davanti alla tomba. Pietro arriva dopo ed entra subito, guarda, osserva con attenzione. Allora anche Giovanni entra, «vide e credette».

Andare, correre, entrare, osservare, vedere, credere: c’è movimento intorno al sepolcro vuoto. Tre persone gli si muovono intorno, ciascuna con un proprio sentire, un proprio tempo di osservazione e comprensione… ma insieme. Ciascuna apre la strada all’altra. Siamo all’inizio di un cammino.

 

Discepoli e discepole, dopo un sabato in cui tutto si è fermato e di cui non c’è narrazione, ripartono da un vuoto e da un’assenza, e cominciano a cercarne una spiegazione. Vuoto e assenza avranno spazi e durate diverse per loro. Pietro entra subito nel sepolcro, osserva tutto con attenzione, ma per il momento non arriva a nessuna conclusione. L’altro discepolo non entra subito ma, quando lo fa, “vede” e capisce che il corpo di Gesù non era stato trafugato. Maddalena se ne sta fuori, non vede niente del sepolcro e incontra per prima Gesù.

L’assenza in Tommaso durerà più che in qualcun altro, ma anche lui incontrerà il Signore.

Ognuno con i propri tempi, in cammino con gli altri, come i discepoli di Emmaus. Seppure con percorsi diversi, con slanci e ricadute, con tanti dubbi e problemi, i discepoli e le discepole arrivano a spiegare quel sepolcro vuoto: Gesù è risorto. Come sono giunti a questa conclusione? Hanno recuperato i richiami di Gesù alla Scrittura, in particolare a Mosè, ai salmi e ai profeti che avevano annunciato il Messia: la Scrittura diventa punto di riferimento importante perché delinea le coordinate senza le quali «non avevano ancora compreso… che cioè egli doveva risorgere dai morti».

I discepoli e le discepole hanno iniziato a ricordare le parole di Gesù, le sue parabole e i suoi comandamenti. Gesù aveva insegnato loro la preghiera e a essere attenti a chi è nel bisogno. Aveva consegnato loro alcuni gesti particolari che ora diventano rivelatori del senso dei suoi insegnamenti: lo spezzare il pane e il lavare i piedi agli altri sono il suo dono da mettere in pratica. Come aveva fatto Gesù così faranno i suoi discepoli.

 

Di passo in passo essi comprendono che Gesù li aveva tanto amati. Come può un amore così forte, così meraviglioso rispetto alle potenzialità e alle logiche umane, così grande ed estremo da accettare la croce, come può restare sepolto in una tomba? Tanto più che Gesù si fa incontrare. Lo cercano e li trova. Li aspetta e li raggiunge. Li accompagna per strada, entra nella loro casa, spezza il pane con loro, li prepara a quello che accadrà: Gesù è vivo! Il suo amore ha vinto la morte. E li ha perdonati! Nel suo corpo trasfigurato, i segni della crocifissione sono evidenti e sono offerti da lui stesso come testimonianza che crede ancora in loro. È risurrezione!

Le letture della Domenica di Pasqua: At 10,34a.37–43; Sal 117; Col 3,1–4; Gv 20,1–9.