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IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE

Punto di domanda

(Percorso sulla vita spirituale 2017/2018 - 5)

IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE

Discernere = cernere: cernita o scelta: distinguere, setacciare

• Il contrario della distinzione è la confusione, il caos.

• La vita spirituale inizia con la chiarezza interiore.

PERCHÉ DISCERNERE?

Grande utilità del discernimento

• È la madre di tutte le virtù: senza di esso nessuna virtù è virtù

( a volte è importante chiedere cose di per sé non sono buone)

Quando uno è chiamato a scelte importanti cosa può succedere?

1) L’illusione di un bene apparente, del male che sembra un bene perché facile, del bene che sembra un male perché difficile

2) C’è il rischio della confusione tra le tante scelte possibili

VIA BREVE = Essere condizionati e agitati da immediato

Ampio spazio alla nostra LIBERTÀ, perché il compito è elevato:

• Le regole «fisse»? Possono orientare, ma tutto va misurato sulla persona.

• Non ogni cosa buona in se è buona per tutti. Questa cosa è buona per me.

• Dio affida ispirazioni-parole perché possano trovare concretezza storica in me.

• Dalla fedeltà alle ispirazioni dipende la migliore realizzazione della mia persona.

• Dalle mie scelte dipende anche il bene di altre persone.

COSA SI DISCERNE?

* Non le azioni: c’è già la legge e le conseguenze delle azioni, non c’è possibilità di inganno

* Ma le intenzioni, desideri, attrattive interiori, mozioni: qui c’è possibilità di inganno; la suggestione iniziale infatti può essere una percezione vera o falsa.

Il discernimento si fa sul CONTENUTO del BENE.

• Ogni uomo tende al bene (= promessa di felicità): è mosso dai desideri che lo attraggono verso il bene.

• Ciò che sente dentro e lo attira, lo sappia o no, lo determina.

• L’uomo può sbagliare nel determinare ciò che è bene.

• Si tratta allora di distinguere i simili = amore buono / amore vizioso; piacere apparente / gioia frutto dello Spirito

1. Discernimentoè l’arte di come comprendersi con Dio

• Dio proprio perché è amore trinitario si comunica

• Quando si comunica, qualcosa di suo entra in me (perché Cristo è consustanziale alla nostra umanità)

• Lo Spirito parla attraverso i nostri pensieri e sentimenti

tocca all’uomo scoprire attraverso quali pensieri e quali sentimenti Dio gli parladipende dall’uomo se li considera, se liaccoglie e se risponde

• Perché Dio-Amore mi lascia la libera adesione: esempio di Cristo che da il bocconea Giuda e lo lascia libero di fare ciò che vuole

• Discernimento: l’arte di capirsi con Dio che ti lascia libero

• Questo è problematico perché le generazioni di oggi sono più per dogmatismo-fanatismo: uno è come posseduto da un pensiero («Dio mi

ha detto che devo fare così»)…

• Se un pensiero non ti lascia libero non è dallo Spirito. L’ossessività non è segno dello SS.

2. Il discernimento è preghiera

• Il discernimento s’impara in modo esperienziale: si tratta di familiarizzarsi nella relazione con Dio

• non lo si impara da una lezione o da un libro

• è un’arte di preghiera, di conoscenza esperienziale di Dio (altrimenti astrattismo chenon serve a nulla).

No regole scritte per il discernimento perché questo è possibile solo all’interno del discepolato (della paternità spirituale) e richiede il colloquio.

non è una tecnica per decifrare e controllare i messaggi di Dio.

3. Discernimento è memoria della relazione

• Per familiarizzarsi nella relazione con Dio

• imparare a leggere e fissare l’esperienza di Dio

osservare accuratamente gli stati d’animo e i pensieri durante le preghiere

osservare i pensieri significa:

AVVERTIRE cioè percepire tutto e non negare pensieri /sentimenti

CONOSCERE Da dove viene? (origine)Dove porta? (effetti)

TRATTENERE O RESPINGERE è la condizione della libertà

• Curare una memoria delle preghiere, aiutandosi con brevi annotazioni alla fine della preghiera per fissare come Dio si rivela a me, come parla a me, in modo personale:

- qual è il colore fondamentale con cui ilSignore parla a me? È il rosso? E io a cosa sto attento? Al rosso! Però anche a dove c’è solo un po’ di rosso (es. viola, arancione …)

- ci sono 50 scodelline coi colori, con l’occhio sta attento al rosso, perché è col rosso che Dio ti parla e con tutti i rossi io posso gustare l’amore di Dio

- così la vita diventa semplice e ricca                                                                       • Il discernimento lo si esercita per arrivare a uno stato permanente di discernimento cioè a un atteggiamento costante di discernimento, di attenzione abituale a Dio, alle mozioni dello Spirito, è una certezza esperienziale che Dio parla, si comunica.                                                                                                     • A fiuto discerni immediatamente il TUO profumo e Il TUO colore (rosso!)         • E siccome hai sperimentato su di te le forme, le tattiche, i linguaggi del nemico li puoi riconoscere anche nei tuoi interlocutori                                                             * La condizione permanente del discernimento possibile se si ha una memoria del gusto di Dio

- L’uomo affina il gusto buono: la percezione bella del tocco di Dio che culmina nel piacere del bene

Ad esempio: il profumo che uso da 30 anni, quando entro in profumeria lo distinguo subito seppure nella molteplicità dei profumi.

4. Il discernimento è antidoto all’ideologia

• Concretamente si segue il metodo della ripetizione:

- prendi un po’ di tempo (la gestazione)

- ripeti i pensieri: all’inizio tutti toccanti, importanti, entusiasmanti…

- poi stanca ripetere ciò che non ha dentro vita, resta il succo e van via le ideologie

• Non chiudo il processo del mio ragionamento senza l’oggettiva possibilità che il Signore si possa far sentire – dato che è libero – e dunque mi faccia cambiare parere.

• L’atteggiamento di discernimento ci impedisce di intestardirci: non mi posso rinchiudere nelmio «aver ragione», perché non sono io il mioepicentro, ma il centro è il mio dialogo colSignore.

Rinuncio alla volontà propria (che è alla base della ideologia), lascio libero il pensiero perché non è elaborato totalmente da me (soggettività assoluta).

Garante del processo del discernimento è l’umiltà: non impongo il «mio» pensiero ma sono in costante apertura, nell’amore, che include il pensiero dell’altro.

• Il discernimento è sempre relazionale:

- ti porta dritto all’affidamento rispetto a ciò che il Signore ti ha ispirato (e su questo nonc’è illusione, immaginazione, paure…)

- oppure ti porta ad assecondare la proposta del nemico che ti spinge al peccato: non tanto agli atti quanto allo stato della mia realtà personale che mi fa peccare (dubbio, incredulità, sospetto, accidia…)

DUE TAPPE DEL DISCERNIMENTO

1^ PURIFICATIVA: verso un reale incontro con il Signore, mio Salvatore

– Seguendo i pensieri e i sentimenti mossi dallo Spirito Santo giungo a una reale conoscenza di me in Dio e di Dio nella mia vita, nella storia

– Il peccato è un conoscere se stessi fuori dall’amore e conoscere Dio e gli altri in funzione di sé, di come approfittare a proprio

vantaggio

il perdono del peccato, la riconciliazione, l’esperienza dell’amore personale di Dio per me, è la garanzia della verità della conoscenza di Dio senza illusioni e senza inganni

- L’inganno più grande del peccato è convincere l’uomo che è sufficiente «sapere» che cosa fare per salvarsi per farlo poi di conseguenza

- perché solo Dio perdona i peccati (Ger 31,34) e può rigenerare l’uomo morto così da farne un “uomo nuovo”.

Gesù è l’unico medico che risana lo Spirito è l’unico consolatore

- conoscenza di sé come peccatore perdonato, giustificato per grazia

- Questo diventa il gusto fondante sul quale si baserà la capacità di discernere

2^ FASE DELLA SEQUELA: il discernimento come HABITUS: rimanere con il Signorecompiendo la Sua volontà

– la memoria dell’esperienza della Salvezza diventa il fondamento del discernimento dellaseconda tappa, cioè della sequela Christi

– il nemico ha raggio di azione molto limitato perché viene sempre scoperto e perciò tenta l’anima camuffandosi sotto il bene, ti tenta col bene, che è un falso bene (si traveste da «angelo di luce»)

–Come sgominare le sue macchinazioni? Con l’esercizio dell’esame di coscienza

Conclusione: Nella coscienza della persona vi sono

due possibili orientamenti:

UNO APERTO ALL’ALTRO (DIO)

E UNO CHIUSO ALL’ALTRO (IO INDIVIDUO)

Il discernimento della prima fase consiste:

- nel saper scegliere quei pensieri che portano a un radicale riconoscimento di Dio (= la fede)

- a cedere davanti a Lui

- ad ammettere di aver scelto se stessi di fronte a Dio (un percorso «salato»)

- a riconoscere che il vero epicentro era l’io e non Dio.

La prima fase del discernimento divide i pensieri in due epicentri (o fondamenti, cioè inostri punti d’appoggio): o io, o Dio.

Lo Spirito Santo e il nemico della nostra salvezza agiscono diversamente riguardo al nostro orientamento o disposizione del cuore: Dio o Io

ORIENTAMENTO VERSO L’IO FALSO (IO INDIVIDUALE/ PASSIONALE/RELIGIOSO)

= quando vado di male in peggio come agisce il NEMICO su di me? =

• Agisce sui sentimenti: propone piaceri apparenti (cose banali in cui i sensi sonoappagati: godimenti frizzanti)

• Conferma anche la ragione (va bene così, lo fanno tutti…) perché si persista - cresca nella schiavitù

Discernimento si svolge tra le due sponde: psichica e spirituale

• Lo Spirito agisce e la psiche umana reagisce e registra le azioni dello Spirito

• alcune (re)azioni psichiche possono ostacolare o diminuire le azioni dello Spirito (esempio le ferite chepossono ostacolare la fiducia: papà e Dio autoritario,mi sento sempre indegno, inadeguato)

• Ne prendi atto: sei più cosciente! Ma la Grazia trova sempre nuove vie per far aderire l’uomo alla Salvezza

• perciò non esagerare queste cose e non essere «deterministi» a partire dalla natura e dalla psiche delle persone

• piuttosto cercare dove sta sgorgando la Grazia malgrado gli ostacoli posti (acqua dei torrenti)

La regola fondamentale:

quando nello stato psichico si sperimenta la pace?

Quando pensieri e sentimenti si dirigono verso lo stesso oggetto

Quando si sperimenta l’inquietudine? Quando pensieri e sentimenti sono in direzione opposta: si dirigono verso due oggetti diversi

• pace e inquietudine da sole ancora non sono sufficienti per il discernimento

• importante è vedere da che cosa vengono provocate: logica causale = l’analisi delle cause è utile fino a un certo punto

• ancora più importante è vedere dove mi portano = dove arrivo se seguo un pensiero –sentimento?

• NB: spiritualmente è più prudente guardare dove sto andando (orientamento) che fermarsi alla sola analisi del «da dove vengo»

Come agisce lo SPIRITO SANTO su di me?

= adotta il metodo opposto:

• Agisce sul raziocinio: punge e rimorde con la legge della ragione la coscienza (flash di chiarezza), per farle comprendere l’errore e cambiare l’orientamento (pungoli veloci…)

• La persona sta male / in crisi = nell’inquietudine Dio mi sta dicendo

qualcosa?

• Il sentimento pian piano si sposta = nauseato dai piaceri, è attratto dai flash di chiarezza e si sposta per gustare una gioia diversa e più discreta, ma più vera

ORIENTAMENTO VERSO DIO

= Quando vado di bene in meglio

- come agisce lo SPIRITO SANTO su di me?:

• Agisce sui sentimenti: la consolazione, per mantenere e far progredire la situazione.

• Non tanto “il mio star bene”, ma l’essere buono dentro l’orientamento che ho (rapporto col Signoreè facilitato, voglia di pregare, sguardo buono suglialtri, accettazione di cose faticose in nomedell’amore, ricordo costante del Signore).

• Conferma anche la ragione (va bene così, si è nella verità, guarda i santi, osserva la vita delle persone).

- come agisce il NEMICO su di me?:

• cerca di agire sul raziocinio per spostare l’orientamento, portando

inquietudine: semina il dubbio, falso ragionamento, paure esagerate, rinunce, prove. Per bloccarmi e perché non dia fiducia a Dio e ricada su me stesso.

• Come è riconoscibile? Dall’indirizzo = è sempre scritto il mio falso io (non ce la farò, mi farà soffrire…)