ADORAZIONE EUCARISTICA 3

ADORAZIONE EUCARISTICARimani con noi, Signore!

Come i due discepoli del Vangelo, ti imploriamo, Signore Gesù: rimani con noi!
Tu, divino Viandante, esperto delle nostre strade e conoscitore del nostro cuore, non lasciarci prigionieri delle ombre della sera.
Sostienici nella stanchezza, perdona i nostri peccati, orienta i nostri passi sulla via del bene.
Benedici i bambini, i giovani, gli anziani, le famiglie, in particolare i malati.
Benedici i sacerdoti e le persone consacrate.
Benedici tutta l’umanità.
Nell’Eucaristia ti sei fatto “farmaco d’immortalità”: dacci il gusto di una vita piena, che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini fiduciosi e gioiosi, guardando sempre al traguardo della vita che non ha fine.
Rimani con noi, Signore! Rimani con noi! Amen. (San Giovanni Paolo II)
 
 
  1. Come ci interpella questo momento drammatico?
Nella situazione che stiamo vivendo molte persone chiedono alla Chiesa parole di speranza.
Ma quale speranza la Chiesa è chiamata a offrire?
Forse questa è la cosa più difficile oggi per il cristianesimo e per la sua missione. Tutta la storia della chiesa, infatti, è segnata dalla testimonianza della carità, in particolare verso i poveri e i malati. Mai nessuno ha dubitato di questa capacità della carità, anche oggi e anche nelle nostre chiese.
Ma quale speranza diamo agli uomini e alle donne di oggi?
Viviamo in un tempo segnato da molte paure, un tempo in cui si sono spente e anestetizzate le grandi speranze delle ideologie e delle utopie secolarizzate.
Il nostro tempo è oggi è posto sotto il segno della crisi, o addirittura della fine. La precarietà del presente e l’incertezza del futuro alimentano paure che abitano la nostra convivenza – “nuove paure”, come quella del coronavirus– indeboliscono la fiducia, paralizzano l’insurrezione delle coscienze. Papa Francesco chiede con insistenza di combattere e di vincere le paure come decisivo antidoto al rinchiudersi in un orizzonte individualistico, asfittico, ripiegato su di sé, e quindi assorbito in un vortice di egoismo.
Immerso in questa situazione, il cristiano subisce oggi la tentazione di rifugiarsi innanzitutto in una spiritualità seducente, accattivante ed efficace, una spiritualità che consiste nel presentare la salvezza come benessere individuale.
Siamo di fronte a un teismo etico, terapeutico, che cerca armonia e benessere quotidiano e aspira al conforto interiore. Il primato viene accordato a un Dio “Energia”, all’offerta di un moralismo dettato dall’antropologia, alla salvezza come pace e calma interiore. Ed è così che la speranza, proprio perché è rinchiusa in dimensioni individuali, non è più speranza, tanto meno quella cristiana: o si spera per tutti, o non si spera! Ma allora quale speranza annunciare nella missione cristiana?                                                          
Sono sempre più convinto che dobbiamo partire dalla narrazione cristiana per eccellenza: l’amore vince la morte.
Nelle diverse culture umane si è sempre giunti a pensare, in varie forme, a un duello tra amore e morte,  eros e thanatos, i due nemici per eccellenza. Non è un caso che l’Antico Testamento nel Cantico dei cantici arrivi ad affermare che l’amore può combattere la morte, anche se non si spinge fino a dire che ne è vincitore. Si ferma all’espressione: “Forte come la morte è l’amore” (Ct 8,6). Ma l’annuncio cristiano testimonia esattamente a questo proposito l’inaudita novità di Gesù Cristo: avendo amato fino all’estremo, fino alla fine (Gv 13,1), essendo vissuto operando il bene e spendendo la vita per i poveri, i sofferenti, gli oppressi, gli esclusi, gli scarti della società e i peccatori, non è restato preda della morte. Dio lo ha resuscitato perché non era possibile che quell’amore vissuto andasse perduto. Così possiamo intendere le parole dette da Pietro a Gerusalemme, nel primo discorso dopo Pentecoste: “Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere” (At 2,24).

Forte come la morte è l’amore, più forte della morte è stato l’amore vissuto da Gesù. Questo è l’annuncio cristiano, che possiamo rivolgere anche ai non cristiani, ai non credenti, facendo loro capire che la resurrezione è davvero il nucleo incandescente di tutta la nostra fede in Gesù Cristo. La morte non è l’ultima parola, è questo che noi dobbiamo saper comunicare all’interno del nostro annuncio evangelizzatore. Solo così rendiamo ancora Cristo non un maestro di umanità o di spiritualità, ma colui che è capace di salvare realmente le nostre vite. (Enzo Bianchi)

 

LITANIE EUCARISTICHE

Santissima Eucaristia,                                                   noi ti adoriamo.     
Dono ineffabile del Padre,                                             noi ti adoriamo.                                                 
Segno dell’amore supremo del Figlio,                           noi ti adoriamo.                                                      
Prodigio di carità dello Spirito Santo,                            noi ti adoriamo.                                  
Frutto benedetto della Vergine Maria,                           noi ti adoriamo.                           
Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo,             noi ti adoriamo.                                              
Sacramento che perpetua il sacrificio della Croce,       noi ti adoriamo.                                                
Sacramento della nuova ed eterna alleanza,                noi ti adoriamo.                                                        
Memoriale della morte e risurrezione del Signore,        noi ti adoriamo.                                                  
Memoriale della nostra salvezza,                                  noi ti adoriamo.                                 
Sacrificio di lode e di ringraziamento,                            noi ti adoriamo.                                    
Sacrificio d’espiazione e di propiziazione,                     noi ti adoriamo.                                                        
Dimora di Dio con gli uomini,                                         noi ti adoriamo.                                  
Banchetto delle Nozze dell’Agnello,                              noi ti adoriamo.                                        
Pane vivo disceso dal Cielo,                                         noi ti adoriamo.                                      
Manna nascosta piena di dolcezza,                              noi ti adoriamo.                                        
Vero Agnello pasquale,                                                 noi ti adoriamo.                                      
Tesoro dei fedeli,                                                           noi ti adoriamo.                                      
Viatico della Chiesa pellegrinante,                                noi ti adoriamo.                                    
Rimedio delle nostre quotidiane infermità,                    noi ti adoriamo.                                                      
Farmaco di immortalità,                                                 noi ti adoriamo.                                      
Mistero della Fede,                                                        noi ti adoriamo.                                    
Sostegno della Speranza,                                             noi ti adoriamo.                                      
Vincolo di carità,                                                            noi ti adoriamo.                                     
Segno di unità e di pace,                                               noi ti adoriamo.                                    
Sorgente di gioia purissima,                                          noi ti adoriamo.                              
Sacramento che dà forza e vigore,                               noi ti adoriamo.                            
Pregustazione del convito celeste,                               noi ti adoriamo.                                      
Pegno della nostra risurrezione,                                   noi ti adoriamo.                                      
Pegno della gloria futura,                                              noi ti adoriamo.   

  

       Noi temiamo la solitudine e la evitiamo. 

          E cerchiamo di evitare il sentimento della noia ai figli o a chi viene educato. Perché genitori e educatori cercano così accanitamente di evitare la noia ai bambini? Perché si cerca sempre di riempire il loro tempo di attività e la loro camera di oggetti e giocattoli? Forse per senso di colpa quando ci sembra che non siamo sufficientemente presenti con loro? Per paura che vivrebbero male la solitudine? Che si annoierebbero se non hanno nulla da fare?
Di fatto noi riempiamo i nostri figli di regali e di cibo, credendo di aiutarli, ma cosi impediamo loro di sentire la mancanza e il vuoto connessi alla noia. Mancanza e vuoto che costituiscono lo spazio del possibile sorgere della creatività. E tuttavia i bambini arriveranno comunque a conoscere il dolore della mancanza. Sarebbe meglio lasciare loro la possibilità di essere soli e in silenzio, insegnare loro a gustare e a gestire la solitudine così che, il giorno in cui mancanza e incompiutezza si faranno sentire ed essi patiranno il dolore della perdita, scoprirebbero di avere già in sé una forza interiore per farvi fronte. La solitudine la associamo alla noia. La noia e la solitudine le combattiamo avendo sempre qualcosa da fare. In verità noi nonsappiamo coltivare e nutrire i nostri vuoti, ma tendiamo immediatamente a colmarli con immagini interiori, con pensieri, con dialoghi immaginari. Ma così ci priviamo di poter ascoltare la nostra angoscia: da dove nasce? La noia che ci assale: da cosa è motivata? La nostra malinconia: di che cosa è segno?

          Ci priviamo della possibilità di ascoltare le nostre emozioni. Il vuoto che c’è in noi è anche alveo di un’attesa nascente, di un desiderio che si sta facendo strada. Ha qualcosa da dirci. Occorre ascoltarlo. La solitudine ci pone di fronte a una dimensione interiore forse problematica ma senza rimuoverla, senza anestetizzarla, senza fuggirla. La noia è un senso di disgusto, di tedio di vivere, dovuto alla reale o presunta assenza di stimoli interessanti, alla ripetizione monotona degli stessi eventi, all’assenza di motivazioni interiori, al non gusto nei rapporti. È una forma di rimprovero, la noia, rivolta agli oggetti, per essere troppo spenti, smorti, sempre uguali; e rivolta agli altri esseri umani, per essere scialbi, non interessanti, banali, superficiali. Tuttavia, queste connotazioni negative della noia, non sono le uniche. Potremmo dire che la noia è il momento negativo delle grandi domande: perché vivere? Perché agire? Chi sono? Che senso ha il mio esserci? …

(Luciano Manicardi)

silenzio 

Supplica Preghiera alla Madonna che scioglie i nodi

MADONNA CHE SCIOGLIE I NODIVergine Maria,
Madre che non hai mai abbandonato un figliolo che grida aiuto,
Madre le cui mani lavorano senza sosta per i tuoi figli tanto amati,
perché sono spinte dall’amore divino e dall’infinita misericordia che esce dal tuo cuore,
volgi verso di me il tuo sguardo pieno di compassione,
guarda il cumulo di ‘nodi’ che soffocano la mia vita.
Tu conosci la mia disperazione e il mio dolore.
Sai quanto mi paralizzano questi nodi e li ripongo tutti nelle tue mani.
Nessuno, neanche il demonio, può sottrarmi dal tuo aiuto misericordioso.
Nelle tue mani non c’è un nodo che non sia sciolto.
Vergine madre, con la grazia e il tuo potere d’intercessione presso tuo Figlio Gesù, mio Salvatore,
ricevi oggi questo nostro “nodo” del coronavirus, che tempesta il nostro territorio.
Per la gloria di Dio ti chiedo di scioglierlo e di scioglierlo per sempre. Spero in te.
Sei l’unica consolatrice che il Padre mi ha dato.
Sei la fortezza delle mie deboli forze, la ricchezza delle mie miserie, l
a liberazione da tutto ciò che m’impedisce di essere con Cristo.
Accogli la mia richiesta.
Preservami, guidami, proteggimi. Sii il mio rifugio.
Maria, che sciogli i nodi, prega per me.