Tiziana Bacchi

maddalena 3 giotto

L'approfondimento biblico sulla figura di Maddalena ha preso l'avvio da una dichiarazione di Tiziana. Approfondendo la conoscenza di Maddalena, Tiziana si è riconciliata con l'episodio del giovane ricco  che chiede a Gesù che cosa doveva fare per avere la vita eterna. Già lui era buono, fedele, osservava i comandamenti, rispettava le numerose norme del suo popolo, ma alla risposta del Signore "Vendi tutto quello che hai e seguimi..." il giovane se ne andò triste.

Ma il giovane cosa avrebbe dovuto fare di più? 

Come vedremo, Tiziana ha trovato la risposta al suo interrogativo alla fine della sua ricerca su Maddalena

LA FESTA

La festa di Maria Maddalena nel Calendario Romano Generale ricorre il 22 luglio. Un decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, per desiderio di papa Francesco, il 3 giugno 2016, ha elevato la memoria obbligatoria di Maria Maddalena, al grado di festa.

In tale decreto si legge « E’ certo che Maria Maddalena formò parte del gruppo dei discepoli di Gesù, lo seguì fino ai piedi della croce e, nel giardino in cui si trovava il sepolcro, fu la prima “testis divinae misericordiae” (Gregorio Magno, XL Hom. In Evangelia, lib. II, Hom. 25,10). Il Vangelo di Giovanni racconta che Maria Maddalena piangeva, poiché non aveva trovato il corpo del Signore (cf. Gv 20, 11); e Gesù ebbe misericordia di lei facendosi riconoscere come Maestro e trasformando le sue lacrime in gioia pasquale. … Per un lato, ha l’onore di essere la «prima testis» della risurrezione del Signore (Hymnus, Ad Laudes matutinas), la prima a vedere il sepolcro vuoto e la prima ad ascoltare la verità della sua risurrezione. Cristo ha una speciale considerazione e misericordia per questa donna, che manifesta il suo amore verso di Lui, cercandolo nel giardino con angoscia e sofferenza, con «lacrimas humilitatis», come dice Sant’Anselmo. … Inoltre, è proprio nel giardino della risurrezione dove il Signore dice a Maria Maddalena: «Noli me tangere». E’ un invito rivolto non solo a Maria, ma anche a tutta la Chiesa, per entrare in una esperienza di fede che supera ogni appropriazione materialista e comprensione umana del mistero divino. Ha una portata ecclesiale! E’ una buona lezione per ogni discepolo di Gesù: non cercare sicurezze umane e titoli mondani, ma la fede in Cristo Vivo e Risorto!

Proprio perché fu testimone oculare del Cristo Risorto, fu anche, per altro lato, la prima a darne testimonianza davanti agli apostoli. Adempie al mandato del Risorto: «Va’ dai miei fratelli e di’ loro…» Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!” e ciò che le aveva detto» (Gv 20,17-18). In tal modo ella diventa … evangelista, ossia messaggera che annuncia la buona notizia della risurrezione del Signore; o come dicevano Rabano Mauro e San Tommaso d’Aquino, «apostolorum apostola», poiché annuncia agli apostoli quello che, a loro volta, essi annunceranno a tutto il mondo (cf. Rabano Mauro, De vita beatae Mariae Magdalenae, c. XXVII; S. Tommaso d’Aquino, In Ioannem Evangelistam Expositio, c. XX, L. III, 6). A ragione il Dottore Angelico usa questo termine applicandolo a Maria Maddalena: ella è testimone del Cristo Risorto e annuncia il messaggio della risurrezione del Signore, come gli altri Apostoli. Perciò è giusto che la celebrazione liturgica di questa donna abbia il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale e che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa. »

Nella Chiesa antica

Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, si svolgeva nei riti della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua, chiamata "delle mirofore". In quel giorno si commemoravano le donne che, il giorno dopo la crocifissione e la morte di Gesù, erano andate al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo. Tra le mirofore , la figura più importante era quella di Maria Maddalena, l'unica ad essere sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici.

Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove secondo una tradizione si sarebbe recata insieme a Maria madre di Gesù e all'apostolo Giovanni e dove si diceva fosse pure la sua tomba; il culto di Maddalena si spostò poi a Costantinopoli, dove nel IX secolo sarebbe stato trasferito il corpo, insieme a quello di Lazzaro. Furono deposti nel monastero di San Lazzaro. Il culto della santa si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall'XI secolo.

In Occidente

La diffusione del culto in Occidente avvenne soprattutto grazie all'Ordine dei Frati Predicatori, secondo la testimonianza di Umberto de Romans: "Dopo che la Maddalena si è data alla penitenza, è stata resa dal Signore così grande per grazia, che dopo la Beata Vergine non si trova donna alla quale nel mondo non si renda maggior riverenza e non si dia maggior gloria in cielo". I domenicani la considerano una delle loro patrone. Varie congregazioni di frati e di suore le attribuirono il titolo di "apostola degli apostoli", come viene celebrata nella liturgia bizantina, e paragonarono la missione di Maddalena, di annunciare la risurrezione, al loro ufficio apostolico.

La leggenda occidentale che, nelle grandi linee si ritrova anche nella Leggenda aurea (una raccolta medievale di biografie agiografiche) racconta che, dopo la morte e la risurrezione di Cristo, a causa delle persecuzioni, … Maria Maddalena, Lazzaro e Marta, vendettero i loro beni dando tutto ai poveri, quindi, insieme ad altri cristiani, furono lasciati in mare durante una tempesta, su una barca senza vele e senza remi, perché morissero. Ma l’imbarcazione non naufragò, anzi approdò nel porto di Marsiglia.

Iniziò qui la vita apostolica della Maddalena che avrebbe evangelizzato la Provenza, predicando e vivendo poveramente, venendo poi sepolta nella basilica di St-Maximin.

Nel secolo XII si cominciò a identificare l'eremo ignoto della Maddalena nella grotta di Sainte-Baume e il culto della santa prese grande vigore in questa zona della Francia.

GLI EQUIVOCI

Maria di Magdala è presentata nel Vangelo di Luca come una delle donne che seguivano Gesù. L’evangelista precisa anche : «da lei erano usciti sette demoni» (8, 1-3). Questa presentazione crea l'equivoco che non ha mai abbandonato tale figura di discepola nella storia successiva. L’espressione “sette demoni” - nel linguaggio biblico il sette è il numero della pienezza - poteva indicare un gravissimo male che aveva colpito la donna e da cui Gesù l'aveva liberata.

La tradizione, ricorrente fino ai nostri giorni, anche a livello culturale, soprattutto nella storia dell'arte, ha interpretato questo male in senso morale e sessuale. Per questo ha fatto di Maria una prostituta. Ciò è accaduto forse perché nella pagina evangelica precedente – il capitolo 7 di Luca – si racconta la storia della conversione di un'anonima «peccatrice nota in quella città», la quale aveva cosparso di olio profumato i piedi di Gesù, ospite in casa di Simone il fariseo; poi li aveva bagnati con le sue lacrime e li aveva asciugati coi suoi capelli.

Inoltre, l’evangelista Giovanni nel cap. 8 racconta che Gesù aveva salvato un’adultera dalla lapidazione. L’accostamento tra Maria Maddalena e l’adultera risulta nella tradizione già dal VI sec.

In realtà nei vangeli canonici non si parla mai di Maddalena come prostituta o come adultera.

L'episodio di un'unzione è presente anche in Marco (14, 3-9) e Matteo (26, 6-13). Entrambi i racconti pongono l'avvenimento a Betania, in casa di Simone il lebbroso, e riferiscono l'unzione ad una donna senza indicarne il nome. Ora, questo stesso gesto di venerazione è ripetuto nei confronti di Gesù da un'altra Maria, la sorella di Marta e Lazzaro, in una diversa occasione (Giovanni 12, 1-8). L’evangelista Giovanni nel cap 11, v2 aveva scritto «Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato »

E, così, si costruirà un ulteriore equivoco per Maria di Magdala: da alcune tradizioni popolari verrà identificata proprio con questa Maria di Betania.

Inoltre, alcuni testi apocrifi cristiani, composti in Egitto attorno al III secolo, identificano Maria di Magdala con Maria, la madre di Gesù. In altri scritti non canonici, Maddalena diventava anche un simbolo della Sapienza divina. Altre interpretazioni parlano di Maddalena come della sposa di Gesù.

Uno solo la riconobbe per quello che era e la chiamò per nome, Maria: fu proprio Gesù, il suo Maestro che, in quel mattino di Pasqua, la rese Apostola degli Apostoli.

CHI ERA?

Era originaria di Magdala, villaggio di pescatori sulla sponda occidentale del lago di Tiberiade, centro commerciale ittico. Prima di incontrare Gesù e di essere da lui guarita, era una donna malata: sette demoni la tormentavano. Ciò significa che stava molto male. Il sette è un numero biblico e indica pienezza. I demoni indicano il male. Di quale male soffriva Maddalena? Poteva essere un male fisico o un male morale o un male psicologico, non lo sappiamo. Sappiamo solo che è stata guarita da Gesù. Fa parte di quella schiera di persone che si sono sentite salvate da Gesù e che lo hanno seguito.

È inserita, in particolare, in una schiera di donne che seguono Gesù con devozione incrollabile, fin sotto la croce, fino al sepolcro, diventando così le prime testimoni della Resurrezione.

Maddalena è sempre nominata prima di tutte: è lei la prima a correre al sepolcro mentre le altre si attardano a comprare aromi, è lei la prima a vedere il sepolcro vuoto, è lei la prima a vedere il Risorto e a ricevere da lui stesso l’incarico di annunciarlo agli apostoli.

C’è un appellativo in particolare che caratterizza Maria Maddalena, già dalle omelie di Sant’Agostino, ripreso da tanti altri autori dopo di lui, da Rabano Mauro a Tommaso d’Aquino: apostola apostolorum, l' ”apostola degli apostoli”.

Le è così assegnato il primo posto fra gli apostoli, perché è stata la prima a vedere Cristo risorto e perché è stata la prima ad annunciare la donne al sepolcroBuona Novella, dicendo prima anche di Pietro, il capo degli apostoli: «Ho visto il Signore!» Diviene così la “predicatrice”, la donna che parla, che annuncia; e infatti la Maddalena, oltre ad essere rappresentata insieme alle “pie donne” nelle scene della Deposizione e del ritrovamento del sepolcro vuoto, è inquadrata, soprattutto nelle miniature dei salteri, nell’atto di dare l’annuncio agli Apostoli, a volte perfino mentre predica dal pulpito.

 

 

Nel libro di Mons Martini “Maria Maddalena” (edizioni terra santa), che Tiziana consiglia di leggere, Martini afferma che la storia di Maria Maddalena è il segno dell’eccesso cristiano. Solo chi vive qualche gesto di uscita da sé, al di fuori del dovuto può comprendere Dio e non chi cerca solo ragioni logiche.

Nel cap. 8 del Vangelo di Luca (8,2-3) Maddalena è presentata insieme a un gruppo di donne che erano state guarite da Gesù. Maddalena è la prima ad essere nominata. La precisazione che era stata guarita da sette demoni vuole suscitare meraviglia, indicare qualcosa di sorprendente, dimostrando l’eccezionalità della sua malattia e, soprattutto, della sua liberazione dal male. Quanto più grande (sette demoni) era stata la sua sofferenza tanto più grandiosa era stata la sua guarigione per intervento di Gesù.

Maddalena è menzionata una seconda volta durante la Passione, nel racconto di Matteo (27,56-61): è in un gruppo di donne, tra cui è ancora indicata per prima.

maddalòena ognissantiCon le altre segue Gesù. Poi assiste alla sua crocifissione e morte, alla sua deposizione e sepoltura. Maddalena non abbandona il sepolcro. Appena possibile, subito dopo la fine del sabato, all’inizio della giornata successiva, quando è ancora buio, lei lo visita e lo scopre vuoto. È l’inizio della storia della Resurrezione.

Quindi Maddalena, anche se è poco citata, è presente in alcuni momenti fondamentali ed assiste ai fatti principali della vita di Gesù.

Il Cardinal Martini, tuttavia, suggerisce anche di sconfinare al di là dei fatti e di considerare i possibili atteggiamenti interiori di Maria di Magdala. Per far questo bisogna abbandonare i testi evangelici e seguire la tradizione.

Per questo Martini recupera Maria, sorella di Marta e di Lazzaro. Maria non è Maddalena. Però la tradizione che le identifica ci dice che l’atteggiamento interiore di Maria può essere considerato affine, afferente a quello di Maddalena.

Consideriamo il testo di Luca, 10,38-42. Maria è in ascolto di Gesù, un ascolto così profondo che la rapisce e la distoglie completamente dalle necessità del momento, a cui la richiama Marta, sua sorella. In quell’ascolto profondo, silenzioso, che si fa preghiera, c’è la parte migliore, come riconosce Gesù.

Continuando a riferirci a Maria, sorella di Marta, consideriamo il racconto della resurrezione di Lazzaro secondo l’evangelista Giovanni nel cap. 11.

Lazzaro è morto, Gesù, informato di questo, decide di recarsi a casa di Marta e Maria, ma giunge tardi, dopo la sepoltura del cadavere. Quando Gesù arriva, parla con Marta che va a chiamare Maria, dicendole «Il Maestro è qui e ti chiama. Udito questo, ella si alzò e andò da lui (vv. 28-29) . Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro. Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!”. Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente» (vv. Gv 11, 31-33)

Maria non appare più timida e riservata, parla in maniera aperta e coraggiosa.

Questi dunque sono tre atteggiamenti importanti di Maria, sorella di Lazzaro: il dolore e la sofferenza per la morte del fratello, l’accoglienza di Gesù, la fiducia grande in lui. In tali atteggiamenti riconosciamo anche possibili atteggiamenti interiori di Maria di Magdala: anche lei aveva tanto sofferto, aveva accolto Gesù e in lui, che l’aveva salvata, ha riposto una grande fiducia

Leggiamo Luca 7, 36 - 39:

Sappiamo che Gesù difende il gesto di questa peccatrice senza nome, che la tradizione ha identificato con Maria di Magdala. Se questo non è storicamente vero, si può pensare, però, che la donna protagonista di questo episodio ci aiuti a scoprire un atteggiamento interiore proprio di Maddalena: amava moltissimo e non si preoccupava del giudizio degli altri.:

Martini, nella sua esposizione, procede in questa serie di confronti e considera un testo che la liturgia usa parlando di Maria Maddalena … il testo del Cantico dei Cantici soprattutto al capitolo 3 vv.1.6: ci parla di una donna che di notte va alla ricerca dell’amore della sua vita, gira per tutta la città finché non lo trova. Così farà Maddalena la notte della Resurrezione.

Giovanni (20,1-18) ci dice che «Si recò al sepolcro di buon mattino, quando era ancora buio» : cominciamo a conoscere l’eccesso.

Maddalena visita il sepolcro di Gesù al mattino del primo giorno dopo il sabato. Secondo Giovanni è sola. Dei discepoli non c’era più traccia da tre giorni, da quando Gesù era stato catturato. Tutti se ne stavano nascosti e assenti.

Era ancora buio quando lei si incammina. Immaginiamo la situazione: non era normale che una donna sola, quando era ancora buio, uscisse in strada e, a maggior ragione, che si avviasse verso il cimitero … ma sembra che Maddalena non sappia rinunciare alla sequela di Gesù, anche se lui è morto. Deve uscire lasciando da parte i comprensibili timori e le convenzioni che volevano che la donna uscisse accompagnata. Esce fuori perché non riesce più a stare nascosta e lontana da Gesù, come gli altri.

Arrivata, Maddalena scopre la tomba vuota. È l’inizio della comprensione della resurrezione di Gesù, da parte di Maddalena e di tutti i discepoli.

maddalena apostola miniatura

Maddalena quando vede che la pietra era stata ribaltata, ha una comprensione del tutto umana di quello che poteva essere accaduto: Gesù era stato portato via. Corre a dirlo a Pietro e Giovanni, che finalmente escono allo scoperto e corrono alla tomba. Giovanni arriva primo ma si ferma sulla soglia del sepolcro, Pietro arriva dopo ed entra. Giovanni entra dopo Pietro e subito, vedendo i lini ripiegati, pensa e crede che Gesù non sia stato trafugato. Pietro osserva tutto attentamente ma non si esprime. “Due comportamenti misurati”. Maddalena ignora il sepolcro, non si cura più di Pietro e Giovanni, ma continua a cercare Gesù. È disperata, piange, chiede aiuto a due “persone” (non riconosce che erano angeli) e a un custode, che in realtà è Gesù. Vede i segni che avrebbero dovuto guidarla a riconoscere Gesù risorto, ma tutta presa dalla preoccupazione e da un’ottica ancora completamente terrena, non riesce a riconoscerli.

E’ Gesù che si fa riconoscere premiandola per il suo amore sconfinato e le affida la missione di Annunciare ai suoi discepoli, alla chiesa nascente, la sua resurrezione.

La storia della Resurrezione di Gesù, così come Maddalena l’ha vissuta e come gli evangelisti l’hanno raccontata è una storia di ‘eccesso’.

Che cosa significa , normalmente ‘eccesso’? - si chiede Martini. Potremmo usare alcuni sinonimi: esagerato, al di là della media, ciò che va oltre la normalità e il tran tran delle cose o sfugge al criterio del dare per avere.

Il Vangelo è ricchissimo di esempi di eccesso, spiega Martini:

- il già citato passo di Luca (7,36-50) racconta che una donna peccatrice (con cui sarà identificata Maddalena) è entrata inaspettata, non invitata nella casa di Simone il fariseo, e di fronte al padrone di casa e agli ospiti benpensanti, ha iniziato a baciare i piedi di Gesù, a lavarli con le sue lacrime. questo è un eccesso del bene: non era necessario, va al di là di tutte le convenzioni.

- c’è un eccesso del bene anche quando viene spezzato sul capo di Gesù l’alabastro di unguento per l’unzione. Si poteva versarlo in maniera da conservare l’alabastro.

- anche tanti discorsi di Gesù rivelano l’eccesso del bene, per esempio nel Discorso della Montagna, troviamo parole “eccessive”.

Quando per esempio Gesù dice in Matteo 5,39-40: «Avete inteso che fu detto occhio per occhio, dente per dente, ma io vi dico di non opporvi al malvagio», comprendiamo che questo per noi è oltre i nostri ragionevoli criteri di misura, è un eccesso del bene. E «a chi ti vuol percuotere la guancia destra, porgigli anche l’altra» è un’esagerazione per noi.

In Matteo 16,24-25, là dove Gesù dice: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua», è indicato qualcosa di eccedente. E poi: “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”. «Qui siamo nell’eccedenza assoluta e questo è linguaggio evangelico» dice il cardinal Martini.

L’eccesso del bene è degli eroi? No, secondo il cardinal Martini

Quando Gesù dice: «Chi non diventa come questo bambino non entra nel Regno dei cieli» (Matteo 18,3) richiede il dono totale di sé, perché diventare come bambini vuol dire abbandonare tutte le proprie sicurezze e certezze razionali , sociali, culturali, per orientarci verso una prospettiva nuova, che non conosciamo completamente. Essa comporta un atto di fede e si traduce in azioni e gesti evangelici di carità e di servizio compiuti senza preoccupazione di sé, ma con assoluta e libera gratuità, anche a costo della perdita. È proprio in questa prospettiva della perdita che possiamo entrare in sintonia con il mistero di Dio, colui che va oltre, in una condizione di dono totale e gratuito.

Maria Maddalena, che ha seguito Gesù dalla Galilea alla Via Crucis, dal Calvario al Sepolcro e nel giardino della Resurrezione, ha vissuto questo mistero di Dio che offre tutto se stesso per la salvezza dell’umanità.

Dopo l’annuncio della Resurrezione Maddalena esce di scena.

Il cardinal Martini la immagina presente come anima orante della Chiesa primitiva che intercede per noi  e la prega così:

«Maria Maddalena, aiutaci a cercare e trovare Gesù Risorto» (pag.83)

 

  Riferimenti bibliografici:

- I Vangeli

- ALDA MERINI, Cantico dei Vangeli, Frassinelli, 2006

- CARLO MARIA MARTINI, Maria Maddalena, Edizioni Terra Santa – Milano 2018 (esercizi spirituali dettati dal cardinale Martini tra dicembre 2006 e gennaio 2007)

- GIANFRANCO RAVASI, Maria di Magdala, troppi equivoci, Avvenire 3/1/07

- GIANCARLO PICCOLO, Maria Maddalena la discepola tra i discepoli, controconcilio.wordpress.com/2017/05/10

- GIANFRANCO RAVASI , Gli equivoci sulla Maddalena, www.ilsole24ore.com 21 luglio 2013

- CRISTINA UGUCCIONI, Chi era veramente Maria Maddalena, in “La Stampa-Vatican Insider” del 20 luglio 2016

- ENZO BIANCHI, Gesù e le donne, Einaudi 2016

- MASSIMO CACCIARI, Generare Dio, Ed. Il Mulino 2017