Il 27 marzo 2026, per il parroco delle comunità di Ognissanti e San Barnaba, don Riccardo Gobbi, è stata una data importante: il 50.mo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Le comunità di Ognissanti e San Barnaba si sono ritrovate insieme per pregare con lui e per lui e poi è continuata la festa con la cena condivisa nel salone di san Banrnaba. Presente anche il vescovo Marco.
Qui il racconto di don Riccardo:
"Il 27 marzo 1976 sono stato ordinato presbitero nella basilica di Sant’Andrea, oggi Santuario custode delle reliquie del preziosissimo sangue di Gesù. Un sogno iniziato da ragazzo, vissuto con serenità e disponibilità fino ad oggi, 27 marzo 2026, con sulle spalle e nel cuore ormai cinquant’anni di sacerdozio, vissuti nelle parrocchie di Bancole, in Azione Cattolica, nella pastorale giovanile, nell’insegnamento scolastico, nella intensa esperienza parrocchiali di Asola, e poi nelle parrocchie cittadine di Ognissanti e San Barnaba. Oggi mi ritrovo guidato dal magistero pastorale del Vescovo Marco…, con don Massimiliano e don Gianluca coparroci di sette parrocchie del centro storico cittadino, compresa Sant’Andrea, con la sua ricchezza della custodia dei sacri vasi con il sangue di Gesù, un percorso guidato dallo Spirito da Sant’Andrea a Sant‘Andrea.
Non mi sono reso conto d’aver raggiunto questo lungo percorso presbiterale…: il tempo di questi anni, sempre molto impegnato e occupato, è davvero volato. Non ho mai avuto dubbi sulla scelta fatta di essere prete, sia pure con qualche momento di fatica. Certamente dall’alto mi hanno accompagnato, mio padre e i tanti parenti che da tempo hanno raggiunto il regno dei cieli, tranne mia mamma Bice che ha accettato di seguirmi, e ancora oggi, mi segue nei miei spostamenti parrocchiali, sperando che questo sia l’ultimo.
Non posso anche dimenticare la mia grande famiglia rivaltese e cittadina di adulti e di piccoli, sempre presenti. Ed ora eccomi ancora qui, dopo cinquant’anni di Messa, (insieme al mio compagno di viaggio fin dalla prima media don Giorgio Dall’Oglio…), e non posso dimenticare la memoria dei miei compagni di teologia: don Giorgio Vermigli, don Maurizio Luzzara, don Maurizio Maraglio e don Domenico Bandinelli che hanno già raggiunto la beatitudine del regno celeste. È grazie al dono dello Spirito, mio ispiratore nella scoperta della fede e nel cammino compiuto.
Post scriptum … Con vostra pazienza…ritengo giusto ricordare altri due aspetti non direttamente pastorali, entrati nel mio percorso presbiterale: la passione per lo sport che deriva dall’interesse di mio padre amante del calcio e del Mantova, che ho iniziato a seguire fin dalla terza elementare. Entrato poi in seminario, (in prima media) quando non era ancora previsto il ritorno a casa il sabato e domenica, il nostro vicerettore, don Enzo Verrini ha pensato di iscrivere una nostra squadra del seminario minore L’AUDACE’ ai tornei di calcio organizzati dal Centro sportivo di Mantova… Per noi era un evento… Poi quando ci fu permesso di andare a casa il sabato e la domenica, non è più stato necessario.
Il secondo aspetto riguarda l’interesse per i viaggi/pellegrinaggi.
Anche questo riferimento ha avuto momenti profondi e significativi per la mia formazione: ricordo un pellegrinaggio in terra Santa con don Antonio Bonora biblista, mio compaesano nell’anno della ordinazione e una uscita in Turchia con Mons. Egidio Faglioni durante il mio mandato in Azione Cattolica…, un viaggio di studio che mi ha dato la possibilità di camminare sulle strade percorse da San Paolo e san Giovanni… Un viaggio ripetuto poi con un gruppo di giovani della pastorale giovanile, che ha aperto il cuore e la mente alla ricchezza della vita cristiana dei molti dei giovani presenti.
Da ultimo in conclusione: questo incontro, con la vostra vostra gradita presenza non vuol guardare soltanto al passato, ma vuole anche alzare gli occhi e il cuore, guidati dallo Spirito e dal nostro Vescovo Marco, per quello che ci attende nel futuro, già presente in forma molto chiara nel cammino pastorale in queto tempo.
Grazie per la vostra presenza, per la vostra pazienza nell’accettarmi nel mio modus vivendi e di avermi accolto, stimato e sostenuto."
Don Riccardo